martedì, maggio 22, 2018

bùling: la storia

 

il bùling della ‘ndrangheta
diventa uno spazio libero per tutti

Che cos’era il bùling

Con i suoi 500 mq a due passi dal centro e nelle vicinanze di molte scuole, per lungo tempo il bùling è stato la principale sala videopoker di Reggio Calabria. È uno dei tantissimi beni immobili sottratti a Gioacchino Campolo, il cosiddetto “re dei videopoker”, finito nel mirino della Dda per i suoi rapporti organici con la ‘ndrangheta. Nell’immenso patrimonio sequestrato e poi giunto a confisca (circa 330 milioni di euro) figurano anche preziose opere d’arte (tra gli altri De Chirico, Guttuso, Migneco, Ligabue, Dalì), già restituite alla città attraverso una serie di mostre a tema.

Il primo recupero

Nell’estate del 2015, il bùling è stato riaperto e ripulito grazie all’aiuto dei giovanissimi partecipanti del campo antimafia di Libera-Arci Reggio Calabria, e con il coinvolgimento dell’adiacente Istituto scolastico Vallauri-Panella. L’ex bùling ha anche ospitato la Carovana internazionale antimafie, partita proprio dallo Stretto.

02CatalanoGiovannawebPhoto credits: Giovanna Catalano


Cosa diventerà l’ex bùling

Occorre dare un segnale forte, un cambio di prospettiva che ponga l’accento sui valori e punti su un percorso di innovazione sociale. Ecco perché crediamo fermamente nell’idea di trasformare il sito da sala videopoker a spazio libero per l’educazione culturale e l’espressione artistica, l’impegno sociale, il divertimento sano e consapevole.

Il bùling diventerà un centro civico polivalente, rivolto in particolare ai giovani, in grado di ospitare attività di diverso tipo:

  • formazione permanente
  • biblioteca-sala studio
  • social bar
  • botteghe dell’equo e solidale
  • corner di imprese etiche
  • sportelli informativi
  • eventi culturali
  • esibizioni artistiche e musicali

Nell’ottica del fare rete, uno spazio del sito sarà destinato al co-working, coinvolgendo sempre più l’associazionismo cittadino. E in coerenza con lo spirito che anima l’associazione, saranno lanciate una serie di iniziative per coinvolgere la cittadinanza dal basso e renderla protagonista della rinascita attraverso gruppi di co-progettazione, cantieri didattici, gruppi di scambio di competenze a tutti i livelli.

Arte, segni, memoria

Agire al livello dell’immaginario per affermare una visione della società antitetica alle logiche mafiose, aperta e plurale, democratica e inclusiva. Disseminare i segni della memoria per indicare una via possibile, il dovere della scelta, il diritto a un’alternativa. Una strategia che non può non puntare fermamente sul valore educativo dell’arte. L’idea è quella di guidare il visitatore dell’ex bùling attraverso una serie di percorsi che, a diversi livelli, stimolino una riflessione sui due macro-temi di riferimento dell’associazione: l’antindrangheta e l’immigrazione. 
A un primo livello, ogni sala del sito sarà dedicata a una vittima della ‘ndrangheta attraverso micro-installazioni evocative. Parallelamente, saranno inseriti dei segni che rimandino al lungo viaggio dei migranti e soprattutto alle similitudini culturali delle popolazioni mediterranee. 
A un secondo livello, l’idea è quella di incastonare nell’arredamento della struttura delle installazioni semipermanenti, da realizzare coinvolgendo il mondo artistico locale e nazionale, utilizzando così le opere come veicolo emozionale di un messaggio profondo.