giovedì, settembre 20, 2018

Una valigia di suoni contro la paura: presentata l’edizione 2016 del Play Music Festival

20 febbraio 2016

Nei weekend dal 27 febbraio al 13 marzo alle Officine Miramare concerti, performance, mostre e incontri sui temi delle migrazioni e dell’identità

È stata presentata stamattina alle Officine Miramare l’edizione 2016 del Play Music Festival, “Una valigia di suoni”. Il tema, ha spiegato il direttore artistico Alessio Laganà, «vuole far riflettere sulla valigia reale o metaforica che ogni persona porta con sé, sia che parta da qui sia che qui arrivi. Una valigia», ha continuato «che è di suoni, di cultura e che grazie alla musica si può aprire, incrociare ed arricchire con quella degli altri».

Viaggio, identità, ricerca, ascolto per superare la diffidenza e i pregiudizi: il progetto dell’associazione Soledad, che ha ricevuto il patrocinio dal Comune di Reggio Calabria (presente alla presentazione del festival il vicesindaco Saverio Anghelone), è stato subito condiviso dalle realtà cittadine che operano nel mondo dell’arte, dell’accoglienza e dell’impegno sociale come A di Città Rosarno, Amnesty International Gruppo 292, Arci Community Reggio Calabria,Associazione Magnolia, Coordinamento Diocesano Rc, Fondazione Horcynus Orca, Gruppo Emergency Rc, Help Center Casa di Lena, Il Cerchio dell’Immagine, Techné Contemporary Art, Terrearse Lab.

Come in una festa condivisa, ognuno ha portato qualcosa di sé e delle proprie attività, per costruire insieme delle occasioni in cui raccontarsi e raccontare cosa succede quando si incrociano esperienze e culture diverse: grazie a questa sinergia ha preso vita un programma ricco tre weekend, dal 27 febbraio al 13 marzo, e che comprende otto incontri, quattro performance artistiche e una mostra fotografica oltre che tre emozionanti concerti jazz, all’insegna della contaminazione e dell’incrocio tra diverse prospettive.

Gli eventi del festival avranno luogo al Grand Hotel Miramare, grazie al cantiere di progettazione culturale che ha sposato l’iniziativa: «in una città ancora povera di luoghi in cui fare cultura» ha dichiarato la responsabile di Officine Miramare, Marisa Cagliostro, «cerchiamo di non fornire solo una location ma di collaborare a progetti di ampio respiro a cui poter dare un contributo di tipo artistico». Gli spazi delle Officine interagiranno con i temi del festival, a partire dalla mostra “Questa casa non è un albergo”: «c’è una continuità con il lavoro artistico svolto fin qui» ha sottolineato Angela Pellicanò, curatrice delle performance del Play Festival. «Il tema delle migrazioni è uno dei perni su cui giocano le nostre installazioni, sembra però che spesso questo tema non affronti la questione della reciprocità: nelle performance cercheremo di metterci in gioco anche noi, in quanto italiani e calabresi, proprio per abbattere più muri possibile e riscoprire che siamo tutti persone».

Tutti gli eventi, esclusi i concerti, sono a ingresso libero. Il festival, che non riceve fondi pubblici, si sostiene grazie ai biglietti dei concerti e a piccoli contributi di realtà commerciali cittadine che credono nel progetto.

Ulteriori informazioni su www.playmusicfestival.it e sulla pagina Facebook Play Music Festival.
Ecco il programma:

Sabato 27 febbraio

Ore 19 – Pre-Posizioni  – Performance d’arte

Moto a luogo, moto per luogo, stato in luogo, moto da luogo. Potevamo puntare sui complementi, abbiamo scelto le preposizioni. Di a da in con su per tra fra. Perché è in movimento che ci si incontra, prima di trovare una posizione. Chi è in viaggio?

Ore 20Ascolti con grammofono – a cura di Giuseppe Nicolò

Il fruscio della puntina, il sottofondo del disco che gira: dentro un grammofono antico si custodisce una valigia di suoni. Li scopriremo insieme, grazie alla passione e alla competenza di Giuseppe Nicolò

Ore 21 – PERISCOPE feat. Dario Deidda in concerto

Orazio Maugeri sax –  Alessandro Presti tromba – Toti Cannistraro piano –  Gaetano Presti batteria – Dario Deidda basso

Gruppo italiano di comprovata esperienza che annovera la presenza di due grandi del jazz italiano e del pop d’autore come Dario Deidda e Orazio Maugeri (tra le collaborazioni: Francesco De Gregori, Pino Daniele, Fiorella Mannoia). La band  propone una reinterpretazione di temi di Bill Evans, Billy Strayhorn, Charles Mingus

Domenica 28 febbraio    

Ore 18 – Searching Rosarno: paesaggi sonori della Piana

Alla ricerca della Rosarno contemporanea, quella che sembra perduta tra chiusure e reciproche diffidenze. Alla ricerca delle impronte e dei segnali che, per usare le parole del compositore Schafer, ne costituiscono il paesaggio sonoro. Dalle voci di persone che il territorio, oltre che raccontarlo, lo vivono e lo ascoltano.

Incontro con: Angelo Carchidi – A di Città;  Bruno Giordano – Amnesty International Gruppo Italia 292; Ousmane Thiam – staff Poliambulatorio Emergency Polistena. Modera Josephine Condemi

Giovedì 3 marzo

Ore 19 – Saudade fez um samba. Introduzione alla Musica PopularBrasileira – a cura di Giovanni Guaccero – compositore, docente Conservatorio “F. Cilea” Rc

“La saudade ha scritto una samba”, cantava João Gilberto nel 1959. Dopo quell’album, “Chega de saudade”, il mondo avrebbe scoperto la bossanova, in cui la samba si lega al jazz. Ma la saudade, che cos’è? Tra nostalgia e desiderio,viaggio tra i ritmi emotivi del cuore del Brasile. E non solo.   

Ore 20 – Auto-Nómos. Performance artistica di Taciana Coimbra

Fogli di carta, pratiche, accumuli, routine. Un richiamo ad una presa di coscienza. Una provocazione al valore dell’oggetto artistico. Partendo da una parola: autonomia.

Ore 21 – TRIO DA PAZ play Jobim

Romero Lubambo chitarra – Nilson Matta  basso elettrico – Duduka Da Fonseca  batteria                                                               

Il Play Music Festival è felice di ospitare a Reggio Calabria la prima tappa del  tour europeo del Trio da Paz. Formato da tre dei musicisti più quotati in Brasile, collaboratori di Antonio Carlos Jobim, il Trio da Paz è unico per la capacità di coniugare il jazz alla musica brasiliana. Fondato nel 1990 da Romero Lubambo, Nilson Matta e Duduka Da Fonseca, il trio ridefinisce il jazz brasiliano con interazioni armoniosamente avventurose, improvvisazioni audaci e ritmi abbaglianti. Tutti e tre sono riconosciuti maestri del jazz samba con curriculum impressionanti.
Sabato 05 marzo
Ore 17.30 – Senza Valigia: visioni incrociate Mostra fotografica di Marco Costantino e Daniela Liconti

Approdi, tra Reggio Calabria e Lampedusa. Due porti, centinaia di volti, persone, storie diverse. Due diverse esperienze, in momenti e luoghi diversi, per immagini che rispondono ad una identica necessità: documentare una tragedia globale che ci appartiene e che sembra vederci tutti impotenti. Insieme in una mostra inedita, queste fotografie diventano complementari ad una narrazione di cui ci mancherà più di un frammento e molte verità. Da una parte gli sbarchi dei sopravvissuti, con tutto il carico intangibile che portano con sé; dall’altra le carcasse di barconi fatiscenti ammassati nell’area portuale di Lampedusa, e tutte le storie che contengono.

Ore 18 – Questo mare è pieno di voci: passaggi sullo Stretto

“Questo mare è pieno di voci e questo cielo pieno di visioni” scriveva Pascoli ai primi del ‘900. Da quali voci e da quali visioni è popolato lo Stretto contemporaneo? Viaggio tra gli attraversamenti letterari di Vittorini, Pasolini e D’Arrigo  e l’esperienza di chi quotidianamente lavora sul fronte accoglienza, sia su quella che è stata definita “l’emergenza sbarchi” che sulle richieste di protezione internazionale

Incontro con: Davide Grilletto – Arci Provinciale Rc; Bruna Mangiola – Coordinamento Diocesano Rc; Massimo Barilla – Fondazione Horcynus Orca. Modera Josephine Condemi

Domenica 06 marzo
Ore 18 –  Un bagaglio di suoni: la ricerca di Mimmo Martino

Non è semplice parlare di una persona che fisicamente non c’è più. Ma la valigia di suoni che Mimmo Martino ha lasciato è un bagaglio immenso, troppo grande e importante per non sentire la necessità di fermarsi a condividerlo ancora. Una ricerca che è andata molto oltre le etichette, musicali e non solo, dalle voci di chi di quella ricerca è stato testimone.

Interverranno: Simone Martino – attore; Giovanni Ladiana – sacerdote; Mario Lo Cascio – Mattanza; Paola Bottero – giornalista; Ezio Marrari – associazione Magnolia; Danilo Gatto – etnomusicologo; Fabio Macagnino – cantautore. Modera Josephine Condemi

 

Venerdì 11 marzo
Ore 18 – Collage in valigia: che rumore fa l’identità?

Un incontro per indagare quell’enigma che chiamiamo identità, tra assemblaggi, momenti di passaggio, tentativi di mettere insieme spunti diversi, conflitti sempre in agguato. Ci siamo chiesti che rumore fa, nella valigia dei suoni che portiamo dentro. Lo chiederemo a chi, per vie diverse, si pone la stessa domanda: perché si deve spostare o si è già spostato, perché si confronta con le esigenze di chi è  andato via, perché studia i modi con cui questi spostamenti li rappresentiamo, ieri come oggi.  

Incontro con: Alessandro Cartisano – Help Center Casa di Lena; Denise Celentano – Progetto Sud Altrove;  Mauro Geraci – Università di Messina; Ali Ibrahim – Progetto Sprar Approdi Mediterranei.   Modera Josephine Condemi
Sabato 12 marzo  

Ore 20| Ascolti con grammofono – a cura di Giuseppe Nicolò

Il fruscio della puntina, il sottofondo del disco che gira: dentro un grammofono antico si custodisce una valigia di suoni. Li scopriremo insieme, grazie alla passione e alla competenza di Giuseppe Nicolò.

Ore 21 | BABA SISSOKO – Guest Luigi Masciari  

Il blues nasce come evoluzione della musica tradizionale africana negli sterminati latifondi degli stati del Sud America. Dalla stessa radice, con evoluzioni differenti, nasceranno il jazz, il r&b, il rock. Il Play Music  propone per la serata finale una formazione inedita che vede insieme sul palco Baba Sissoko, musicista simbolo del Mali, e Luigi Masciari, chitarrista rock-blues:  per tracciare insieme  questa musica di migrazione, di denuncia ma al contempo di speranza, chiamata Blues.

Domenica 13 marzo

Ore 10 |  I suoni del Griot: incontro con Baba Sissoko

I racconti in musica e parole dei Griot, poeti e cantori che nell’Africa occidentale avevano il compito di conservare la tradizione orale degli antenati, dalla voce di  un Griot contemporaneo d’eccezione. 

Ore 11.30 | Risonanze #1: oggetti in viaggio

 

Il momento conclusivo della performance in progress durante i giorni del festival. Scambieremo gli oggetti e prenderemo in carico la storia dell’altro, per un intreccio in continuo movimento.

 

Risonanze #1 è la performance in progress del Play Music Festival, nata per accogliere, raccogliere e fare entrare in risonanza le nostre diversità. Ci sono degli oggetti che hanno per ciascuno di noi un senso o un sentimento particolare: oggetti che in qualche modo risuonano dentro, raccontando qualcosa della nostra storia, unica e irripetibile. Abbiamo immaginato di creare un’opera d’arte in progress, partecipata, formata dagli oggetti che ognuno accetterà di portare alle Officine Miramare, legati ad un’esperienza o un’emozione. Ogni oggetto sarà sistemato dal proprietario in uno spazio pronto ad ascoltarne la storia, grazie alla collaborazione dei ragazzi de Il Cerchio dell’Immagine, che documenteranno le testimonianze in video per tutti i giorni del festival fino a sabato 12, in cui ognuno scambierà il proprio oggetto con quello di un’altra persona, accogliendone il vissuto.

Ore 12 | Soggetti Smarriti- Performance conclusiva

Per un viaggio che finisce, un altro ne comincia. Nessuna asta, per i nostri soggetti smarriti, ma la volontà di continuare a cercare e condividere tracce ed emozioni. Una valigia di suoni.

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